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  sarannotroppofamosi [ D(u)e menti al vostro servizio: idee troppo geniali per svoltare in senso vietato. ]
         

IDENTIKIT.

NICK.

Generalità: Una équipe di scienziati nippo-finlandesi ha presieduto alla sua nascita in vitro, prodotta dall’incrocio perfetto dei migliori cromosomi umani. In un momento imprecisato della sua esistenza si è sottoposto all’esperimento atomico di una piccola potenza africana: da allora, per salvaguardare la segretezza dei risultati, vive nell’incognito più riservato.

Titoli di studio: Mai essere umano è riuscito a fornirne un elenco completo: perdete ogni speranza voi che ci provate. Ha lauree multiple sparse nelle più prestigiose università del globo terraqueo, da Marte lo stanno osservando per un riconoscimento honoris causa. Attualmente si sta specializzando in “Volo entomologico biplanare” e sta conseguendo un master in “Ontologia applicata”, grazie al quale si propone di rispondere a una semplice domanda – «Essere o non essere?» – dilemma plurisecolare del genere umano.

Lingue conosciute: È un uomo modesto, lui è uno che non si dà arie, no. Nel curriculum, per umiltà ha indicato solo inglese e francese. In realtà, parla correntemente almeno (in ordine alfabetico): l’acholi, il bagvalal, il chagatai, il daur, l’evenki, il fulfulde, il gagauz, lo hupa, l’ido, lo jutish, il kamtok, il luo, il miyako, il nanai, l’oki-no-erabu, il palenquero, il qashq'ai, il rusyn, lo skolt, il tatar, l’ulch, il veps, il wolof, lo xibe, lo yakut, lo zulu. Di quest’ultimo è il massimo esperto mondiale. Sta traducendo, dal crucco al kuikúro-kalapálo, il saggetto heideggeriano Sein und Zeit.

Sport: È un forzato del fisico, lo si direbbe scolpito da quell’altro genio suo antenato – Michelangelo –, peccato non sia più in vita. Dei suoi esercizi ginnici, durissimi e quotidiani, non si sa dove e quando li pratichi. Ma i risultati parlano, indubitabilmente. Nel suo atletismo, è sempre pronto a quattro salti prestanti.

Hobby: Si diletta con i pini bonsai, sulla coltivazione e la cura dei quali sta scrivendo un trattato in dodici volumi e trecentosessantacinque capitoli. Nei ritagli di tempo, si sta inoltre dedicando a un Contra intercalares (o della maledizione degli anni bisestili), pamphlet logaritmico idiosincratico.

Idee geniali: Le sue idee geniali spiccano per vantaggio ed economicità. Conosce sempre la strada più lunga, e ve la insegnerà.

 

NAME.

Generalità: Come Venere è sorta dalle acque, lei è apparsa materializzandosi all’improvviso dal fondo di una piscina, andando rovinosamente a sbattere contro la scaletta di metallo, cosa che le ha provocato una probabile commozione cerebrale di cui ancora oggi porta gli effetti. L’accappatoio in cui fu avvolta dopo l’urto, ancora recante la sua effigie, è tuttora oggetto di culto ed è conservato all’ingresso dell’Acquapark di Casalverbano in provincia di Crotone.

Titoli di studio: Esperta conoscitrice di tutto lo scibile umano, ha studiato nelle più prestigiose università del pianeta. Voci di corridoio sussurrano che molto probabilmente diventerà a breve il nuovo testimonial del Cepu, dopo Alessandro del Piero.

Lingue conosciute: Parla più di trentadue lingue, e tutte contemporaneamente. È facile sentirle dire in tutta naturalezza frasi del tipo: “Tervetuloa eyo a dog youji fukikae kugutsu herum bewegen, s'il vous plaît. E che cazzo!".

Sport: Salutista convinta, non mangia cibi che cominciano per le consonanti dentali perché, come tutti ben sanno, fanno venire il colesterolo. In molti la chiamano “la sirena”, non si sa bene se per le sue spiccate doti di nuotatrice o per il via-vai di ambulanze che impazzano a causa della sua innata ipocondria.

Hobby: Colleziona bottigliette d’acqua di rubinetto che tiene in bella mostra, messe in fila sul comodino. Ne ha di rarissime. Una è addirittura datata 1982, considerata all’unanimità una delle migliori annate per l’acqua di rubinetto. Dice che l’aprirà solo per un’occasione davvero speciale.

Idee geniali: Di una saggezza e di una cultura supreme, ha sempre una risposta pronta anche se nessuno le ha fatto una domanda. Pare che persino a scuola, durante l’appello, al suono del suo nome fosse solita rispondere: “1492, dal porto di Palos”, oppure: “Fotosintesi clorofilliana”.

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24 giugno 2007

QUARTA PUNTATA DELLA PRIMA SERIE DELLA PRIMA EDIZIONE DELLA PRIMA COMUNIONE.

La vecchia puntata è qui. Noi partiamo in quarta con la nuova.
(L’avete capito il gioco di parole o siete troppo coglioni? Se siete troppo coglioni, il nostro blog non fa per voi: vi consigliamo di leggere quest’altro. E non fate gli stronzi permalosi, ché stavolta ci siamo contenuti)

Il Puntualizzatore Che Ha Sempre Qualcosa Da Ridire è conosciuto da sempre a Third Lambrate. Da quando, bambino, incalzato dai familiari a dire: “Mamma”, pronunciò come prima parola: “Genitrice”. O da quando, alla domanda della maestra: “Come si chiamano gli abitanti della Polonia?”, rispose senza esitazioni: “Agota, Karol, Kristof, Slawomir…”. O da quando, alla trepidante fidanzatina* che ingenuamente osò chiedergli: “Ma quanto mi ami???”, disse: “Considerata la forza di gravità, tenendo conto della teoria della relatività di Einstein sullo spazio-tempo e adottando un sistema di misurazione decimale, posso dire, con un margine di errore dello 0,0001%, di amarti abbastanza”.
Ma torniamo alla gelateria “Aloha”.
Lo Skateboarder Anziano Particolarmente Precario porge il gelato al suo pignolo cliente, il quale, guardatolo interdetto, esclama:
– E il cucchiaino?
– Ma è un cono…
– Cafone e ignorante! Se le chiedo un cucchiaino, ci sarà un valido motivo. Io sono solito degustare i primi bocconi di crema gelato con il cucchiaino. Poi, una volta arrivato alla circonferenza del cono, amo affondare i denti, precisamente incisivi inferiori e superiori, nella cialda.
– Ha ragione, scusi…
– E il cucchiaino lo voglio giallo. Che fa pendant con la banana.
– Veramente ce l’ho solo rosso…
A questa nefasta notizia, il Puntualizzatore Che Ha Sempre Qualcosa Da Ridire dà evidenti segni di malessere: diventa paonazzo, comincia ad ansimare battendosi un pugno in petto, esplode in violenti colpi di tosse. Al che, la Prima Shampista E Spia
si affretta,
estrae dalla sua borsetta
una bottiglietta
dicendo: – Mi dia retta,
la smetta.
Beva a manetta.
Il Puntualizzatore Che Ha Sempre Qualcosa Da Ridire afferra la bottiglia e ne trangugia il contenuto senza nemmeno chiedersi cosa sia. Calmatosi, afferra stizzito il suo gelato con il cucchiaino rosso e va via.
La Prima Shampista E Spia tira un sospiro di sollievo. Finalmente può dire il suo nome allo Skateboarder Anziano Particolarmente Precario e prendere il suo gelato fragola-cioccolato-e-panna. Ma proprio in quel momento il suo iPhon** lancia un bip. Un nuovo messaggio da parte del suo misterioso capo:

M K KZZ STAI FCND? NN PRDR TMP. SENNÒ, N.T.V.P.B.
L

Invasa improvvisamente dal senso di colpa e dalla paura di essere fustigata dal suo oscuro capo (che le ha chiesto nella puttanata… ehm… puntata precedente un rapporto completo sulla sua scrivania), senza nome e senza gelato si precipita di nuovo in strada.



Ma facciamo trentasette passi avanti. Quelli che ha già percorso su via Porpora il Puntualizzatore Che Ha Sempre Qualcosa Da Ridire. Questo, nonostante la sua indole, nonostante il pessimo servizio in gelateria, si sente pervadere a poco a poco da un’inspiegabile euforia. Con il cucchiaino in bocca imbocca una piccola traversa. Ma a un certo punto ha una visione orrenda e la banana gli va di traverso. Uno strano essere vestito di scuro e dal colorito cadaverico sta uscendo in quell’istante da un tombino.
– Aiuto, uno zombino! – grida, tornando indietro terrorizzato.
Correndo, si scontra con una donna con la faccia enorme, gonfia. La signora scappa da una folla bestiale di animalisti:
– No al visone! No al visone! – urlano additandola inferociti.
Il Puntualizzatore Che Ha Sempre Qualcosa Da Ridire è sempre più sbigottito. Ha un senso di vertigine, tutto gli gira intorno. Non sa più se credere ai propri occhi, teme di essere in preda alle allucinazioni.
Continuando a fuggire si imbatte in una macchina della polizia con la sirena. Si sente rassicurato. Ma subito vede una motovedetta dei carabinieri con la polena e lancia uno strillo acuto, temendo di essere diventato ottuso.
Torna sulla retta via, via Porpora, ma gli basta uno sguardo diagonale sulla strada per capire che i suoi incubi non sono finiti. Una processione funebre invade la sua prospettiva. È inquietato. Per il dolore dei parenti? Per le lacrime degli amici? Macchè. Tutti ridono, cantano, saltano seguendo la bara e sono felici. Per la paura e la disperazione il Puntualizzatore Che Ha Sempre Qualcosa Da Ridire scoppia in lacrime, attirando su di sé l’attenzione dell’intero corteo. Una vecchia con un vestito fucsia lo apostrofa indignata:
– Ma che fa?! Non si vergogna?!
Il Puntualizzatore Che Ha Sempre Qualcosa Da Ridire piange ancora più forte e invoca la genitrice. L’anziana signora, dandosi un’aggiustata alle calze a rete, prosegue a insultarlo:
– Cafone e ignorante! Uno ci mette tutta una vita per morire e la gente si permette pure di lamentarsi! Tzè! – e gli molla un manrovescio facendo ben attenzione a non rovinarsi le unghie smaltate d’arancio.
Il poverino scappa via, allontanandosi dal funerale del Malato Terminale Che Chiede Serenamente L’Eutanasia. Mentre si massaggia la faccia indolenzita e ingrossata, sente un urlo disumano che lo investe:
– No al visone! No al visone! – seguito da un rimbombo di passi, come di una mandria imbufalita.
Accelera quanto più possibile la corsa, ha un vantaggio sugli inseguitori, ma a un certo punto si accascia e quasi viene meno. Alza gli occhi al cielo e ha una visione: un “più” lampeggiante, annuncio di salvezza. Raccoglie le forze, si raccoglie col cucchiaino da terra ed entra nella “Farmacia Lombardia”.



– Per favore, sto male…

– Ué, figa, rispetti la fila, c’è prima il signore! Che lavora, guadagna, spende e, cazzo, pretende!

Il Puntualizzatore Che Ha Sempre Qualcosa Da Ridire, a un passo dall’Eterno Riposo®, si volta agonizzante. A meno di un passo da lui, una specie di angelo, o un demone: insomma, una creatura superiore. Un giovane affascinante dalle labbra carnose e lo sguardo torvo si sta rivolgendo al farmacista con voce melliflua:

– Ieri ho ordinato un deodorante: “Deo Gratias”.

– Qual è il suo nome?

Checkino.

 

* La figlia del commercialista. E chi vuole intendere intenda. Gli altri, in roulotte.

** Per chi avesse avuto la balzana idea di leggere solo le puntate precedenti e non anche i relativi commenti: un’affezionata lettrice ha chiesto di reincarnarsi nell’iPhon. E noi, che tutto possiamo, l’accontentiamo.

 

                                                         TO BE CONTINUED




30 maggio 2007

SECONDA PUNTATA DELLA PRIMA SERIE DELLA PRIMA EDIZIONE DELLA PRIMA COMUNIONE.

Chi stupidamente si è perso la prima puntata, pensando erroneamente di avere di meglio da fare, può riparare leggendola qui.

Chi, ancora più stupidamente, da vero mentecatto ha deciso troppo tardi di partecipare a
Third life, può riparare scegliendosi adesso un personaggio e comunicandolo ai due geni.

Chi, stupidamente oltre ogni limite, da vero subumano ha deciso di NON partecipare a
Third life, può riparare lo scarico della doccia dei due geni.



Era un sabato mattina sereno e luminoso e il sole batteva focoso in Via Porpora. Una schiera di vecchiette con la testa insaponata chiacchiera animatamente sulle poltroncine di “Hair Look Rita”.
– Cioè, che sballo… Cioè, a me venire dal parrucchiere piace proprio!
– Cioè, bella, è un trip assurdo…
– Cioè, mi so’ già bruciata mezza pensione, ‘sto mese è la ventesima volta che vengo qui…
– Cioè, hai capito che io per questo shampoo mi so’ fregata la paghetta dal portapenne di mio nipote!
– Cioè, è pieno d’olio…
– Cioè, ti apre le porte della percezione…
– Cioè, noi ragazze dell’Ospizio di Berlino ci facciamo i chilometri per venire qua!
Mentre le ignare dipendenti dallo Shampoo alle Erbe continuano a scambiarsi deliranti impressioni, una dipendente del salone lavora celermente: addestrata dalla C.I.A. (Centro Italiano Acconciatori), perfezionata dall’F.B.I. (Fondazione Bigodini Italiana), contesa dal K.G.B. (Klan Grandi Barbieri), la Prima Shampista E Spia è famosa per i suoi lavori puliti che non lasciano tracce.
– Signora, tutto bene?
– Cioè, sì, però ‘sti ricci so’un po’ mosci, io li volevo tipo Jim Morrison…
– Se vuole, può dargli un po’ di volume nel nostro nuovo Centro di Gravità Permanente®
Ma all’improvviso uno squillo. Sono trombe? È un prostituto? Nulla di tutto questo. La Prima Shampista E Spia ha appena ricevuto un messaggio sul suo iPhon.



“B-SOGNO DI TE, X MISSIONE SPACCIATORE-VIA-PORPORA. SCOPRIRE KI È. URGENTE. T.V.T.B. J”.

A queste parole, la nostra eroina decide di passare all’azione: lascia la signora con i boccoli appesi, lancia il grembiule nella cabina-spogliatoio e inventa la prima scusa che le viene in mente.
Ma facciamo un passo avanti.
E vissero quasi tutti felici e contenti. FINE.
No, un po’ meno avanti.
La Prima Shampista E Spia cammina guardinga per le strade buie di Third Lambrate, con impermeabile e ombrello. Percorre circospetta luoghi malfamati e pieni di pericoli: Via di Qui, Piazza La Bomba e Scappa, Largo al Boss, Colle Pistole. Pensa e ripensa a chi possa essere l’oscuro spacciatore. Di lui si sa poco: solo che ultimamente arrotonda il salario dando ai cocainomani lezioni di tiro. Assorta nelle sue riflessioni, supera un tale che prende a calci una portiera e si ritrova in uno scuro vicolo cieco (vicolo Stevie Wonder), dove si ritrova faccia a faccia con un uomo dall’andatura traballante: lo Skateboarder Anziano Particolarmente Precario...

                                                         TO BE CONTINUED




18 maggio 2007

PRIMA PUNTATA DELLA PRIMA SERIE DELLA PRIMA EDIZIONE DELLA PRIMA COMUNIONE.

Sono tornati, finalmente. I  fantastici personaggi di Third life, l’entusiasmante realtà parallela creata da Nick&Name con la loro efficacissima squadra.
Diamo inizio alla saga che vi terrà compagnia in eterno, vi seguirà ovunque, non vi lascerà nemmeno un momento, si visualizzerà in ogni luogo, anche a schermo spento, nessun anti-spam potrà tenere lontana.
Siete pronti, siete caldi, avete un pettine? Staccate il telefono, staccate il citofono, staccate il cellulare, staccate gli adesivi dal frigo, staccate un assegno per i due geni, e immergetevi nella vostra, nella nostra, nella loro (ma loro di chi?) terza vita.

Prima puntata della prima serie della prima edizione della prima comunione.

(Credits: Soggetto di Nick&Name, Verbo di Nick&Name, Complemento Oggetto di Nick&Name)



Era una notte buia e tempestosa, la pioggia batteva sui marciapiedi di Via Porpora e si prendeva € 50 per un rapporto orale. Un uomo dall’aria confusa si aggira per i vicoli malilluminati, sembra controllare il territorio. Soddisfatto si dirige poi verso casa. Nell’oscurità sbatte contro un’enorme Smart parcheggiata davanti al suo palazzo. Infuriato prende a calci la portiera. La signora Ambrosini. Che per giustificarsi azzarda un: “Son cose”. L’uomo a questa esclamazione idiota non ci vede più. Raccoglie gli occhiali da terra, varca il portone indignato, sale le scale a grandi passi e sparisce nel suo appartamento.
Ma facciamo un passo indietro.
Era una notte buia e tempestosa, la pioggia batteva sui marciapiedi di Via Porpora e si prendeva € 50 per un rapporto orale.
No, ancora più indietro.
Già da tempo a Third Lambrate succedevano cose strane. La nota lobby dei parrucchieri [come tutti ben sanno, nel quartiere si conta un numero di coiffeur pro-capite pari a 3,72 N.d.N&N.] per lunghi anni aveva tenuto testa ad altri gruppi di potere. Ma ora, improvvisamente, si sentiva minacciata. Un misterioso personaggio, soprannominato lo Spacciatore In Via Porpora, stava infatti rendendo superato il celebre Shampoo alle Erbe, la cui formula segreta si tramandava di lavatesta in lavatesta. L’oscuro figuro stava ottenendo un successo sconvolgente con un allucinogeno di sua creazione, che in pochi mesi l’aveva portato al rango di drugstar. Tale stupefacente sostanza aveva il potere di fare vedere l’inferno o il paradiso: allegata alla bustina, lo spacciatore dava in omaggio la Divina Commedia.
Ma chi era quest’uomo? Da dove veniva? Dove andava? Qual era il suo nome? Cognome? Età? Indirizzo? Stato civile? Autorizzava il trattamento dei suoi dati personali?
Per fare luce in tutto ciò, venne ingaggiata una donna: più temibile di Mata Hari, più granitica della Tatcher, più alta della Regina Elisabetta. Lei, la Prima Shampista E Spia

                                                  TO BE CONTINUED



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